
Città di Castello – 27 Febbraio 2010 - Evento-Convegno di ESG89 Group
Si rinnova l’appuntamento con l’ANNUARIO ECONOMICO DELLA VALTIBERINA
I protagonisti delle Istituzioni, della classe imprenditoriale e delle banche a
confronto per tentare una lettura concreta e vincente per uscire dal tunnel della crisi
Paolo Spacchetti
Docente di Diritto e Commercio Internazionale
Non solo nella nostra Regione ma, diffusa e pesante, è la crisi economica che ha “globalizzato” la nostra economia, senza risparmiare alcun settore, senza preservare alcuna categoria di lavoratori, professionisti ed imprenditori. Posso testimoniarlo quale operatore del diritto, impegnato principalmente a fianco delle aziende, nostrane o estere, nel condurre e concludere affari in ogni parte del mondo. La scarsità di risorse economiche e finanziarie interne da destinare a nuovi progetti, siano essi espansionistici o di ristrutturazione, così come la difficoltà di ricorrere al credito, sempre più costoso ed arduo da ottenere, sono elementi che condizionano l’operatività di un tempo con tutte le negative ripercussioni che siffatta situazione ha generato in termini di occupazione, impieghi e sviluppo. Questa volta sembra davvero che anche l’estro e la fantasia tutta italiana (ed anche umbra), stenti a venire in luce per offrire ricette e rimedi che, come in passato, hanno aiutato a traghettare momenti economici bui e difficili.Se è piuttosto facile (per gli addetti ai lavori) individuare le cause che hanno procurato una tale crisi, ben più gravoso, per tutti, è individuare tempi e forme per venirne fuori. Dal mio osservatorio, quale avvocato chiamato ad assistere e consigliare, anche in via stragiudiziale, società ed imprese nella loro ordinaria e straordinaria conduzione, riconosco che anche il sistema giuridico italiano dovrebbe essere rivisto alla luce delle enfatizzate risultanze negative che questa crisi ha evidenziato. Mi riferisco alle accresciute difficoltà del creditore nell’avere ragione e soddisfazione dei propri diritti rispetto alla sostanziale impunità del disinvolto ed incallito debitore, talvolta sospinto a giocare questo ruolo proprio in forza delle norme a lui favorevoli.Ben lungi dal generalizzare o dal non portare rispetto all’imprenditore sfortunato, è assai più agevole aver “successo” quale avvocato, nel tutelare le posizioni del debitore al quale, per un eccesso di garantismo, il nostro ordinamento gli riserva tempi lunghi prima che arrivi la giusta sanzione e gli offre prerogative in grado di scoraggiare ogni iniziativa



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