
Luciano Goffi - Direttore Generale Banca Popolare di Ancona
La forte attenzione che da poco tempo anche nel nostro Paese
si è concentrata sulla “green economy” esprime anche la volontà
di vederVi una possibile risposta alla dura recessione
che ha colpito l’economia manifatturiera"
La forte attenzione che da poco tempo anche nel nostro Paese si è concentrata sulla “green economy” non è solo il prodotto di una crescente sensibilità verso concetti di sostenibilità ambientale, ma esprime anche la volontà di vederVi una possibile risposta alla dura recessione che ha colpito l’economia manifatturiera ed in generale alle forti sfide competitive che abbiamo di fronte. Sono possibili, a mio modo di vedere, due considerazioni. La prima riguarda la convinzione che questo comparto rappresenta effettivamente un importante potenziale di stabile sviluppo economico, un potenziale che potrà esprimersi al meglio una volta superata l’attuale fase di “stimolo forzato”. La vigenza, in questa fase, di tariffe politicamente tenute al di sopra delle logiche di mercato tende ovviamente a creare degenerazioni “da bolla” che non sono, di per sé, indicatori di reale sviluppo; è quindi nella prospettiva dell’ormai imminente riposizionamento delle tariffe e dei costi di impianto su standard di mercato che si possono invece intravvedere i prodromi di una fase nuova di sviluppo stabile ed ordinato di un settore che, finiti gli eccessi, potrà costituire importanti opportunità di lavoro sul territorio. L’altra considerazione riguarda l’ampio mercato della cosiddetta “efficienza energetica”. Un ambito che va oltre la mera realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili e che riguarda più in generale lo studio e la messa in atto di soluzioni costruttive o ristrutturative capaci di determinare – all’interno delle abitazioni e degli edifici pubblici e privati – economie di spesa e nel contempo risultati in termini di contenimento delle emissioni.



FOCUS89 





















